
L'ANIMA INDIVIDULE
La composizione dell'uomo
COM'È FATTO L'UOMO? | La prima riga del Gayatri Mantra recita: «Om Bhuh Bhuvah Svah». Si considera questo mantra riferito ai tre mondi: la Terra, l’Atmosfera o Mondo Intermedio ed il Paradiso, cioè lo Svarga, la dimora degli Dei. Bhuh si riferisce al corpo, costituito dai cinque elementi chiamati pancha bhuta, i quali sono costitutivi della Natura, detta Prakriti, poiché i medesimi elementi che costituiscono la natura formano anche il corpo. Bhuvah è l’energia vitale che dà vita al corpo, la prana shakti. Anche in presenza dell’energia vitale, se manca lo stato di consapevolezza (jnana), il corpo non è di alcuna utilità. Ed è a questo proposito che i Veda hanno dichiarato che l’Assoluto, Dio, è uno stato di consapevolezza costante e non frammentario. Ed è proprio questo stato di consapevolezza che conferisce all’energia vitale la funzione di dar vita al corpo. Il corpo in sé è materia priva di forza. L’energia vitale agisce in esso come vibrazione, la quale trae forza da Dio. Quindi corpo, energia vitale e Consapevolezza sono tre elementi compresenti nell’uomo. In un uomo è presente tutto il cosmo in miniatura. È in forza di questi tre elementi costitutivi che noi siamo in grado di vedere il cosmo, di sperimentare molte altre cose. Dentro di noi c’è ogni potere e l’esteriore è un riflesso dell’essere interiore.
Ne consegue che la vera umanità (manavatvam) è la divinità stessa (daivatvam), ed è per questo che i Veda affermano che il Divino si manifesta nella forma umana: «ogni essere umano è sostanzialmente divino; ma a causa del suo attaccamento al corpo, si considera un semplice uomo. Come ha fatto questo corpo umano ad essere animato dall’energia vitale? Da dove è venuta questa energia vitale? Dall’energia del Sé (Atma Shakti). L’energia vitale esegue tutte le attività servendosi del potere del Sé».
IL CORPO DELL’ANIMA | Il Corpo umano è uno strumento dell’Atma (Anima individuale) fondamentale per tornare alla Sorgente e unirsi col Divino Eterno Brahman (Sé). L’Atman è incastonato nel Panchakosha (Pancha: cinque; Kosha: fodero, involucro, contenitore, guaina). Questi cinque involucri costituiscono l’anima individuale. Essi sono:
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ANNAMAYA KOSHA: Corpo Grossolano, denso;
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PRANAMAYA KOSHA: Corpo Sottile (5 soffi vitali, 5 sensi);
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MANOMAYA KOSHA: Corpo Sottile (Organi di percezione, Mente);
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VIJNANAMAYA KOSHA: Corpo Causale;
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ANANDAMAYA KOSHA: Corpo Causale o Super Corpo Causale.
I Panchakosha sono quindi i "cinque involucri". Secondo il Vedanta tali guaine o kosha si sovrappongono al Sé:
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Ànandamayakosha: la guaina fatta di beatitudine (ananda), preludio allo Yoga, all'unione dell'aspirante con Dio, il Paramatman. È il più interno rivestimento del Sé, ossia quello ove la coscienza giace nel suo stato di unità indistinta. È la sede dell'anima (jiva) nello stato di sonno profondo.
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Vijnanamayakosha: "involucro fatto di intelletto", "il kosha fatto di conoscenza intuitiva", veicolo di huddhi. Vijnana significa "intelletto puro", sinonimo di buddhi, come "conoscenza sintetica-integrante" in rapporto a manas, da cui proviene una conoscenza distinta e analitica ma è anche conoscenza in quanto consapevolezza. È la cosiddetta mente superiore.
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Manomayakosha: "involucro fatto di pensiero"; la mente, il guscio costituito dalla mente empirica, guaina mentale. È la mente selettivo-istintuale che opera tramite l'attrazione-repulsione.
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Pranamayakosha: "guaina dell'energia vitale"; involucro costituito di prana. È costituito dall'insieme delle energie sottili cosiddette praniche, le quali mantengono in vita il corpo grossolano.
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Annamayakosha: "involucro fatto di cibo", di alimenti, il corpo fisico. Corrisponde al corpo grossolano ed è appunto costituito dal cibo elaborato e trasformato, assimilato.
I kosha circoscrivono e racchiudono il jivatman (Anima dell’individuo) ma, nello stesso tempo, sono contenuti e compresi nell'Àtman, sicché ne costituiscono delle modificazioni sovrapposte (upadhi) e come tali ne velano l'essenziale natura di pura Consapevolezza.
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Il Corpo grossolano o corpo materiale, denso, detto anche Sthula Sharira, è formato dall'annamayakosha, ascritto allo stato di veglia.
Il Corpo Sottile o Sukshma Sharira (Deha) o Linga Sharira è composto dal pranamayakosha, manomayakosha e vijnanamayakosha.
Il Corpo Causale o Karana Sharira corrisponde all'anandamayakosha.
Il primo, Annamayakosha, si riferisce al corpo umano materiale, che costruisce sé stesso di materia alimentare, cresce di essa e decade quando manca. Lo strato successivo fornisce energia e protegge il corpo fisico; è detto Pranomayakosha, strato energetico interiore. Queste parti del corpo formano il Maya deha.
Il Pranomaya-kosha genera il calore che si forma nel corpo, fa sì che esso vi si diffonda e che di conseguenza il flusso sanguigno scorra nel sistema vascolare.
Il terzo strato, o Manomayakosha, si riferisce alla mente; se esso non esistesse non potrebbero esistere neanche i primi due strati. Nel Manomayakosha si generano i pensieri e i desideri. In qualche misura la mente, ossia il Manomayakosha, è d'aiuto e d'appoggio al Pranomayakosha.
Poi viene il Vijnanamayakosha, che fornisce all'uomo il potere di discriminare tra il bene e il male. Se il Vijnanamayakosha non esistesse, i primi tre strati, o involucri, o livelli che dir si voglia, sarebbero senza vita e impossibilitati a funzionare. Il Vijnanamayakosha permette di conoscere la materia e il suo funzionamento, di riconoscere le reazioni e gli echi del mondo materiale. I pensieri e le idee che si generano in noi sono chiamati Vijnana.
La sorgente di tutti questi kosha è il tesoro che ci dà vita, che è detto Ànandamayakosha. Da questo sono sorti gli altri quattro kosha inferiori. Lo Spirito dell'Atman, base di tutte le cose, è l'ananda, base pure di tutti gli altri kosha.
Quindi tornando ai quattro kosha (annamaya, pranomaya, manomaya, Vijnanamaya) essi nascono tutti dall'anandamaya. L'oggetto primario dell'Anandamaya è l'esercizio della volontà (iccha) o Sankalpa. Essa è fusa e contenuta entro l’Atman, perciò cessa ogni sua manifestazione quando ritorna a immergersi nel Sé interiore, nell'Atman.
I Cinque involucri rivestono l'Atman e ne celano il fulgore; occorre mantenerli puri e lucenti. L'Annamayakosha dev'essere purificato con un'alimentazione buona, pulita e pura; il Pranomaya per mezzo d'una respirazione calma e regolare e d'un carattere imperturbabile; il Manomaya con pensieri sacri e con emozioni intangibili dagli attaccamenti ai sensi, dalla gioia e dal dolore; il Vijnanamaya mediante la contemplazione della Realtà e l'Anandamaya per mezzo dell'estasi della Realizzazione di Dio".
L'individuo è Purusha, colui che risiede in questo pura, ossia in questo castello o fortezza che è il corpo.
I 5 ELEMENTI | Il corpo (da non confondere solo con il corpo umano, ma inteso come corpo generale dell’anima) è un prodotto formato dai cinque elementi:
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Etere (Akasha);
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Aria (Vayu);
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Fuoco (Agni);
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Acqua (Jala);
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Terra (Prithivi)
Ogni elemento viene originato da quello che lo precede ed infine alla base vi è ovviamente il Brahman (Sé).
Quindi dal Brahman ebbe origine l’energia e l’intelligenza cosmica, da esse nacque lo spazio, poi l’aria che a sua volta formò il fuoco, quindi l’acqua ed infine la terra.
Ognuno di questi elementi, a sua volta, viene suddiviso in ulteriori cinque parti che sono:
Il corpo così formato viene ancora suddiviso in tre parti che hanno a loro volta uno stato specifico:
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Corpo Grossolano: Stato di Veglia;
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Corpo Sottile: Stato di Sogno;
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Corpo Causale: Stato di Sonno Profondo.
Per alcuni studiosi ve n’ è anche un quarto:
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Corpo Super Causale – Nessun stato
25 ELEMENTI | Il Corpo Grossolano (fisico denso) è costituito da tutti i 25 Elementi che già abbiamo menzionato:
QUALITÀ GROSSOLANE | Il motivo dello strazio dell’uomo deriva da queste qualità grossolane. Esse portano alle quattro principali tribolazioni umane:
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Il Corpo
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La Mente
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La Ricchezza
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Il Sesso
Ve ne sono anche altre, ma derivano fondamentalmente da queste. Così nasce l’egoismo, che pungola continuamente l’essere umano. Vi sono principalmente quattro tipi di egoismo (i restanti sono riconducibili a questi 4 tipi). Essi sono:
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Orgoglio di Casta
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Vanità (Ricchezza, ecc.)
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Sentirsi Giovane
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Vanagloria del Sapere
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​IL CORPO SOTTILE | Il Corpo Sottile - Sukshma Deha - Luminoso - è formato da soli 18 principi elementari (la maggior parte dei testi ne riporta 17, in quanto in senso dell'io viene associato al buddhi).
Quindi, come possiamo notare dalla tabella, non fanno parte del corpo sottile - e se ne vanno quando muore il corpo grossolano - il soggetto della conoscenza e la quintuplicità dei cinque sensi interiori e tutti gli elementi dei cinque organi d’azione, cioè mani, gambe, genitali ed organi d’escrezione.
Il Corpo Sottile essendo composto anche dal pranomayakosha è formato dai cinque Prana.
I 5 PRANA | Prana significa "soffio vitale", "respiro cosmico", "energia vitale", "energia cosmica a livello sottile", "respiro". Il termine prana sottende diversi significati. In quanto "energia vitale" appartiene allo stato sottile della manifestazione, alla struttura sottile dell'essere individuato. Si manifesta anche nel respiro, sebbene il prana non sia propriamente il respiro stesso; in questo senso, appartiene al flusso mentale-energetico, il quale trova espressione nell'attività funzionale dei vari gruppi di organi.
In quanto energia vitale, si estrinseca in cinque modalità funzionali che, a loro volta, impulsano determinati gruppi di organi fisici. Queste cinque funzioni sono dette Panchaprana: si tratta di cinque fluidi vitali che vitalizzano, attivano e sostengono il corpo. Essi sono:
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prana, o flusso superiore che controlla la parte superiore del corpo (pra=in avanti, attraverso il naso e la bocca);
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apana, che provvede alla parte inferiore del corpo e alle funzioni di generazione ed escrezione (apa-ana=respirazione che va verso il basso);
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vyana, che provvede alla parte centrale, quindi alla regione del cuore, pervade la totalità della struttura sottile (vy=lett. "che è diffuso" per tutto il corpo);
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udana, che è il flusso ascendente con il quale lo spirito vitale abbandona il corpo al momento della morte fisica o mediante il quale si eleva nella concentrazione profonda (ut=l'espirazione, che risale la gola e penetra la testa);
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samna, che provvede alla corretta assimilazione del nutrimento e alla equa distribuzione energetica nell'organismo (sam=la circolazione centrale, localizzata nella cavità dell'ombelico).
Jivi o anima individualizzata, significa "ciò che riceve prana"; l'anima si aggrappa all'energia vitale grazie alla sua abilità e intelligenza.
Il Brahman attiva il corpo per mezzo dei cinque prana, i flussi vitali, e consente di rivelarsi nel corpo stesso non appena la coscienza interiore raggiunge la purezza necessaria.
Il Corpo Sottile non può perire prima di aver attinto allo stato di liberazione finale, cioè quando l’anima diviene la Coscienza Suprema o Paramatma. Il Corpo sottile pertanto sopravvive alla decomposizione del corpo grossolano da cui fuoriesce per tornare a reincarnarsi fino alla liberazione finale (Mukti).
Il Jiva o Anima Individuale vive nel suo corpo sottile o mentale (in occidente si usa anche il termine “Astrale”) soltanto quando si trova nel suo stato di sogno, allora infatti, il mondo esteriore degli oggetti (Mahabuta) è estromesso e la coscienza va nel mondo delle idee.
Il Mentale nel corpo sottile porta con sé i Samskara che sono il risultato delle azioni passate.
Questo corpo (sottile) dipende, anche se in maniera indiretta, dal cibo, perché sebbene la qualità della nutrizione venga assorbita tramite il corpo grossolano, anche il mentale dipenderà dal cibo che assumiamo fino a quando sarà unito al corpo grossolano.
IL CORPO CAUSALE | Il Corpo Causale, che si trova nello stato di Sonno profondo, non ha più alcun elemento a parte la Conoscenza, dovuta dall’associazione della Coscienza con il principio della Conoscenza.
IL SUPER CORPO CAUSALE | Il Corpo Super Causale, riportato solo da alcuni studiosi, mentre altri si fermano solo ai primi tre, è costituito di Pura Coscienza, non esiste più nulla se non il Sé Eterno (Brahman). Nella teologia questa Coscienza pura è Shiva e la sua manifestazione (potenza) è Shakti. Essa è la grande Madre dell’Universo che, in quanto Forza Vitale, risiede nel corpo dell’uomo al centro più basso, alla base del midollo, cosi come Shiva si realizza nel più alto centro cerebrale, il Sahasrara Chakra. Il Compimento dello yoga è l’unione di Lei e di Lui nel corpo del Sadhaka. Questa unione è Laya, dissoluzione del cosmo o realizzazione dell’Uomo.
L’Atma (o Jivi) è dappertutto, ma ai fini della meditazione, si può considerare che il principio vitale si trovi a circa 25 cm sopra l’ombelico, al centro del torace.
Secondo le antiche culture e filosofie orientali nel corpo vi sono 14 Mondi (Loka), 7 Mari (Oceani), 7 Montagne, tra cui il Monte Meru (la colonna vertebrale), 7 Isole, 7 Pianeti ed i famosi 7 chakra. Essi si trovano nell’aspetto spirituale dell’essere vivente.
Questi mondi corrispondono ai livelli delle differenti metamerie (segmenti) dell’Asse cerebro-spinale. Il processo della creazione e la descrizione dei mondi non sono mere immaginazioni di un individuo, ma possono essere realmente sperimentati da chiunque si metta a meditare sul proprio corpo. Lo scopo di questa meditazione è di ripercorrere il cammino della creazione per giungere allo stato del Creatore.
I 7 Chakra sono, nella realtà più intima, sette principali Piani di Coscienza che l’uomo deve salire tramite l’energia Kundalini (Conoscenza) fino a terminare la sua ascesa all’ultimo piano, dove l’anima individuale si fonde con il Sé. Questo è il vero Yoga. La meditazione ci permette di elevarci di coscienza e risvegliare così i vari chakra fino alla Liberazione o realizzazione.
I 14 Mondi si suddividono in due: Mondi Superiori e Mondi Inferiori.
MONDI SUPERIORI
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BHUR (LOKA) si trova nei piedi;
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BHUVAR (LOKA) si trova nei genitali;
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SVAR (LOKA) si trova nell’ombellico;
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MAHAR (LOKA) si trova nel cuore;
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JANA (LOKA) si trova nella gola;
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TAPO (LOKA) si trova al centro della fronte;
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SATYA (LOKA) si trova sulla sommità del capo.
MONDI INFERIORI
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ATALA (LOKA) si trova nelle piante dei piedi;
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VITALA (LOKA) si trova nelle unghie;
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SUTALA (LOKA) si trova nei talloni;
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TALATALA (LOKA) si trova nelle anche;
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RASATALA (LOKA) si trova nei ginocchi;
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MAHATALA (LOKA) si trova nelle cosce;
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PATALA (LOKA) si trova nell’ano.
I 7 MARI (O OCEANI)
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Mare salato (Lavana): URINA;
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Mare del succo di canna: SUDORE;
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Mare di Vino: I SENSI;
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Mare di Ghi: SPERMA;
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Mare di Siero di Latte: MUCO;
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Mare di Latte: SALIVA;
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Mare di acqua Pura: LACRIME.
I 5 FUOCHI (AGNI)
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Fuoco del Tempo (KALA AGNI), si trova nei piedi;
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Fuoco della fame (KSHUDHA AGNI), si trova nell’ombelico;
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Fuoco Freddo (SHITA AGNI), si trova nello stomaco;
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Fuoco dell’Ira (KOPA AGNI), si trova nell’occhio;
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Fuoco della Conoscenza (JNANA AGNI), si trova nel cuore;
I 7 CHAKRA (PRINCIPALI)
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Muladhara Chakra, si trova tra l’ano ed i genitali;
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Svadhisthana Chakra, si trova nei genitali;
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Manipura Chakra, si trova nell’ ombelico;
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Anahata Chakra, si trova nel cuore;
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Vishudda Chakra, si trova nella gola;
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Ajna Chakra, si trova tra i sopraccigli;
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Sahasrara Chakra, si trova sulla sommità del capo
Tutto il creato è riassunto in questo composto dei cinque elementi chiamato JIVA (Anima Individuale).
L’Intero processo dell’evoluzione è dovuto dalla presenza della volontà di vivere e godere che è un effetto di Vasana (desiderio terreno) portato da una vita all’altra nei samskara (impressioni).
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L'UNIONE COL DIVINO | L’Uomo, nella sua essenza, è l’onnipotente Sé, che è pura coscienza (Shiva), ma in quanto mentale e corpo è la manifestazione della potenza di Shiva, cioè Shakti, la Madre. Dunque l’uomo è Shiva-Shakti. Per arrivare a tale stato bisogna salire sul Monte Meru (loro dimora) e quindi scalare dal basso (primo Chakra) la montagna fino ad arrivare in cima e trovare il Sé Shiva-Shakti (ultimo chakra). Questo yoga (Unione col Divino) viene sviluppato attraverso la meditazione e la coscienza dei vari stati di coscienza o centri sottili chiamati Chakra.
IL KUNDALINI YOGA | Si dice che il centro “eterico” che tiene vivo il veicolo fisico corrisponda ad un centro "astrale" di quattro dimensioni. Tra essi però vi è una fodera o membrana fittamente tessuta, composta di un solo strato compresso di atomi fisici, che impedisce una prematura comunicazione tra i piani. Si sostiene inoltre che vi sia la maniera di praticare correttamente e sviluppare un’apertura, allo scopo di far passare attraverso codesto canale dai piani superiori molto più di quel che non vi passi ordinariamente. Ognuno di questi centri "sottili" ha determinate funzioni: nell’ombelico una semplice capacità di sentimento, nella milza un "viaggio cosciente" nello stato di sogno; nel cuore una "capacità di comprendere le vibrazioni di altre entità sottili e di armonizzarsi con esse"; nella gola una "capacità di udire sul piano astrale", tra i sopraccigli "la visione sottile" e al vertice del capo la perfezione di tutte le facoltà della vita astrale. Nel primo centro, alla base della spina dorsale, vi è il Fuoco del Serpente o Kundalini. Essa è tradizionalmente rappresentata da un serpente addormentato, avvolto intorno alla base della spina dorsale in tre giri e mezzo. Il suo nome deriva dalla parola “kundala”, che significa avvolto, arrotolato, spiraliforme. Nel mondo fisico si identifica con la vitalità o l’elettricità.
Si afferma che i centri sottili (chakra) completamente destati dal “Fuoco del Serpente” divengono apertura di comunicazione tra i corpi fisici e quelli sottili, risvegliando così un energia immensa che può distruggere e far impazzire l’uomo che non ha raggiunto per grado la liberazione, in quanto si risveglierebbero dei sensi che possono portare la mente alla distruzione. Infatti, si possono avvertire tutte le influenze esterne, alcune benefiche altre no, si diviene capaci di ricordare i vari viaggi sottili della nostra anima nelle varie esistenze, oppure divenire consci delle gioie e dei dolori altrui, fino a riprodurli su se stessi, si possono sentire voci "che sussurrano suggerimenti di ogni genere" oppure udire musiche o suoni meno piacevoli, si sviluppa la chiaroveggenza etc..
Lo yoga, praticato al fine di poter sviluppare queste siddhi (poteri) sono, da qualsiasi vero Maestro, totalmente sconsigliati in quanto l’uomo deve arrivare a Dio soltanto tramite un'accurata disciplina lenta e regolare che gli permetta di arrivare con coscienza alla Liberazione Finale.
I 7 CHAKRA | I Chakra (dal sanscrito: "ruota", "cerchio", "movimento", "vortice") sono, secondo la antica dottrina indovedica dei Tantra, centri sottili d'azione presenti nel corpo umano di cui non si è consapevoli; sono estremamente importanti perché accumulano, elaborano e trasmettono l'energia vitale universale.
Per meglio comprendere i chakra dobbiamo comprendere il Cosmo e l'Uomo Cosmico.
Secondo l'antica scienza dello Yoga, il nostro microcosmo è un riflesso perfetto del macrocosmo: «come in alto, così in basso». I chakra sono una parte centrale di questa struttura.
La scienza moderna sta sempre più confermando quello che i saggi vedici hanno proclamato già migliaia di anni fa. Ad esempio, gli scienziati hanno dimostrato che l'Universo materiale è in realtà costituito di energia.
Questi centri di energia sottili dentro di noi, sono una realtà che possiamo percepire e sperimentare, anche se, tuttavia, attualmente non possono essere dimostrati e analizzati scientificamente con gli strumenti di laboratorio convenzionali.
I chakra fanno parte del nostro sistema nervoso sottile (astrale) che nelle Scritture vediche è chiamato "albero Ashvattha" o "albero della vita", il quale ha le sue radici in alto perché la sua linfa (Prana) discende dal Cosmo e viene immagazzinata nel Sahasrara chakra (il chakra più alto) e da qui scende nella spina dorsale che è il "tronco" dell'albero con i relativi chakra. Tramite i chakra, la linfa del prana viene distribuita in tutto il corpo attraverso i "rami" (nervi periferici) dando vitalità all'organismo e rendendo possibile l'attività sensoriale.
I Chakra possono essere definiti centri sottili d’azione nel corpo, delle potenze (shakti) dei vari principi che costituiscono le guaine corporee. Come tali, essendo centri sottili, li troviamo nel corpo Sottile, ma anche il corpo causale ha i suoi chakra fatti di pensieri, mentre il corpo fisico ha i corrispondenti plessi. Questi corpi comunicano tra loro attraverso i chakra grazie ad un intreccio di prana e coscienza.
I Chakra principali sono sette, di cui i primi cinque, dal Muladhara al Vishudda, sono i centri del Bhuta (le 5 forme della materia sensibile), invece il penultimo (Ajna) è un centro del tattva (stato o elemento) che costituisce le guaine mentali, infine l’ultimo chakra, cioè il Sahasrara (o fiore dai mille petali), si trova alla sommità del cervello ed è la sede di Parama-Shiva-Shakti che è lo stato di Pura Coscienza (Corpo Causale).
La teoria tantrica riguardante i Chakra e il Sahasrara concerne dal punto di vista fisiologico il sistema spinale centrale che comprende il cervello o encefalo, contenuto nel cranio ed il midollo spinale contenuto nella colonna vertebrale (Meru-Danda). È da notare che esistono cinque chakra, tante quante le regioni in cui si divide la colonna vertebrale, ovvero, a cominciare dal basso: la regione del coccige, la sacrale, la lombare, la dorsale, la cervicale. Ognuno di esse viene controllata da un chakra preciso. Il sistema centrale è collegato con quello periferico mediante 31 nervi spinali e 12 nervi cranici che vengono chiamate "nadi". Queste Nadi non devono essere identificati con i nervi fisici, bensì come linee sottili lungo le quali si trasmettono le forze vitali e in alcuni punti formano una specie di vortice che prende appunto il nome di chakra.
KUNDALINI | Alla base della spina dorsale troviamo la Kundalini Shakti (l’energia che crea l’intero cosmo). Quest’energia vive dormiente dentro di noi e viene raffigurata come un serpente (o drago) che giace arrotolato tre volte e mezzo intorno ai lingam (Chakra) e ricopre con la sua testa il Brahmadvara (ingresso allo Sushumna).
Lucente come il lampo, brilla nella cavità del primo chakra (Muladhara) come una catena di luci risplendenti. Essa è "Colei che sgomenta il mondo e conserva tutte le creature".
I. MULADHARA CHAKRA | Il primo chakra si chiama Muladhara (Mula=Radice e Dhara=Sostegno), poiché sta alla base della spina dorsale ed è la radice dove riposa la Kundalini. Si trova nella regione intermedia tra i genitali e l’ano. Ovviamente, questo come tutti gli altri chakra, non è possibile trovarlo nel corpo grossolano, in quanto fa parte del corpo sottile ed è visibile solo mediante una visione sottile (astrale). Questo Chakra è rappresentato da un fiore di loto color cremisi ed è formato da quattro petali, le cui vritti (qualità) sono le quattro forme di beatitudine: Paramananda, Sahajananda, Yogananda e Virananda.
Su questi petali vi sono incisi delle lettere o mantra d’oro (VAM – SHAM – SHAM (cerebrale) – SAM) su cui si può meditare per attivare il chakra.
Questo loto ed anche gli altri pendono a testa in giù, eccetto quando la Kundalini passa attraverso di essi, allora drizzano le corolle.
Il Muladhara Chakra viene considerato il centro della terra, infatti il suo Tattva (Elemento) è la terra. Al centro di esso vi risplende un mandala quadrangolare ed il suo mantra LAM. Il loto lo presiede la coscienza di Brahma (creatore) e la sua Shakti Savitri (manifestazione creatrice).
Com’è fatto l’uomo?
La prima riga del Gayatri Mantra recita Om Bhuh Bhuvah Svah. Si considera questo mantra riferito ai tre mondi : La Terra, l’Atmosfera o Mondo Intermedio ed il Paradiso, cioè lo Svarga, la dimora degli Dei.
Bhuh si riferisce al corpo, costituito dai cinque elementi (i pancha bhuta, gli leementi costitutivi della Natura (Prakriti) poiché i medesimi elementi che costituiscono la natura formano anche il corpo.Bhuvah è l’energia vitale che da vita al corpo, la prana shakti. Anche in presenza dell’energia vitale, se manca lo stato di consapevolezza (jnana), il corpo non è di alcuna utilità. Ed è a questo proposito che i Veda hanno dichiarato che l’Assoluto, Dio, è uno stato di consapevolezza costante e non frammentario. Ed è proprio questo stato di consapevolezza che conferisce all’energia vitale la funzione di dar vita al corpo. Il corpo in sé è materia priva di forza. L’energia vitale agisce in esso a mò di vibrazione, la quale trae forza da Dio. Quindi corpo, energia vitale e Consapevolezza sono tre elementi compresenti nell’uomo. In un uomo è presente tutto il cosmo in miniatura. È in forza di questi tre elementi costitutivi che noi siamo in grado di vedere il cosmo, di sperimentare molte altre cose. Dentro di noi c’è ogni potere e l’esteriore è un riflesso dell’essere interiore.
Ne consegue che la vera umanità (manavatvam) è la divinità stessa (daivatvam), ed è per questo che i Veda affermano che il Divino si manifesta nella forma umana : Ogni essere umano è sostanzialmente divino; ma a causa del suo attaccamento al corpo, si considera un semplice uomo. Come ha fatto questo corpo umano ad essere animato dall’energia vitale? Da dove è venuta questa energia vitale? Dall’energia del Sé (Atma Shakti). L’energia vitale esegue tutte le attività servendosi del potere del Sé.
Il Corpo dell’Anima
Il Corpo umano è uno strumento dell’Atma (Anima individuale) fondamentale per tornare alla Sorgente e unirsi col Divino Eterno Brahman (Sé).
L’Atman è incastonato nel Panchakosha (Kosha: fodero, involucro, contenitore, guaina) (Pancha: Cinque).
Questi cinque involucri costituiscono l’anima individuale. Essi sono:
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ANNAMAYA KOSHA - Corpo Grossolano, denso
2) PRANAMAYA KOSHA - Corpo Sottile (5 soffi vitali , 5 sensi)
3) MANOMAYA KOSHA - Corpo Sottile (Organi di percezione, Mente)
4) VIJNANAMAYA KOSHA – Corpo Causale
5) ANANDAMAYA KOSHA – Corpo Causale o Super Corpo Causale)
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I Cinque Involucri
I Panchakosha sono i "cinque involucri" (da pancha = cinque + kosha = "guscio", guaina, involucro, involucro energetico). Secondo il Vedanta vi sono cinque guaine o kosha che si sovrappongono al Sé:
-
Ànandamayakosha: la guaina (kosha) fatta di beatitudine (ananda); la guaina della beatitudine, preludio allo Yoga, all'unione dell'aspirante con Dio, il Paramatman. È il più interno rivestimento del Sé, ossia quello ove la coscienza giace nel suo stato di unità indistinta. È la sede dell'anima (jiva) nello stato di sonno profondo.
-
Vijnanamayakosha: "involucro fatto di intelletto", "il kosha fatto di conoscenza intuitiva", veicolo di huddhi. Vijnana significa "intelletto puro", sinonimo di buddhi, come "conoscenza sintetica-integrante" in rapporto a manas, da cui proviene una conoscenza distinta e analitica; anche conoscenza in quanto consapevolezza. È la cosiddetta mente superiore.
-
Manomayakosha: "involucro fatto di pensiero"; la mente, il guscio costituito dalla mente empirica. Guaina mentale. È la mente selettivo-istintuale che opera tramite l'attrazione-repulsione.
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Pranamayakosha: "guaina dell'energia vitale". Involucro costituito di prana. È costituito dall'insieme delle energie sottili cosiddette praniche, le quali mantengono in vita il corpo grossolano.
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Annamayakosha: "involucro fatto di cibo", di alimenti, il corpo fisico. Corrisponde al corpo grossolano ed è appunto costituito dal cibo elaborato e trasformato, assimilato.
I kosha circoscrivono e racchiudono il jivatman (Anima dell’ individuo) ma, nello stesso tempo, sono contenuti e compresi nell'Àtman, sicché ne costituiscono delle modificazioni sovrapposte (upadhi) e come tali ne velano l'essenziale natura di pura Consapevolezza.
Il Corpo grossolano o corpo materiale, denso, detto anche Sthula Sharira è formato dall'annamayakosha, ascritto allo stato di veglia.
Il Corpo Sottile o Sukshma Sharira (Deha) o Linga Sharira è composto dal pranamayakosha, manomayakosha e vijnanamayakosha.
Il Corpo Causale o Karana Sharira corrisponde all'anandamayakosha.
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-
Il primo, Annamayakosha, si riferisce al corpo umano materiale, che costruisce sé stesso di materia alimentare, cresce di essa e decade quando manca.Lo strato successivo fornisce energia e protegge il corpo fisico; è detto Pranomayakosha, strato energetico interiore. Queste parti del corpo formano il Maya deha.
-
Il Pranomaya-kosha genera il calore che si forma nel corpo, fa sì che esso vi si diffonda e che di conseguenza il flusso sanguigno scorra nel sistema vascolare.
-
Il terzo strato, o Manomayakosha, si riferisce alla mente; se esso non esistesse non potrebbero esistere neanche i primi due strati. Nel Manomayakosha si generano i pensieri e i desideri. In qualche misura la mente, ossia il Manomayakosha, è d'aiuto e d'appoggio al Pranomayakosha.
-
Poi viene il Vijnanamayakosha, che fornisce all'uomo il potere di discriminare tra il bene e il male. Se il Vijnanamayakosha non esistesse, i primi tre strati, o involucri, o livelli che dir si voglia sarebbero senza vita e impossibilitati a funzionare. Il Vijnanamayakosha ci mette in grado di conoscere la materia e il suo funzionamento, di riconoscere le reazioni e gli echi del mondo materiale. I pensieri e le idee che si generano in noi sono chiamati Vijnana.
-
La sorgente di tutti questi kosha è il tesoro che ci dà vita, che è detto Ànandamayakosha.
Da quello son sorti gli altri quattro kosha inferiori. Lo Spirito dell'Atman, base di tutte le cose, è l'ananda, base pure di tutti gli altri kosha
Quindi tornando ai quattro kosha (annamaya, pranomaya, manomaya, Vijnanamaya) essi nascono tutti dall'anandamaya. L'oggetto primario dellAnandamaya è, l'esercizio della volontà (iccha) o Sankalpa. Essa è fusa e contenuta entro l’ Atman, perciò cessa ogni sua manifestazione quando ritorna a immergersi nel Sé interiore, nell'Atman".
I Cinque involucri rivestono l'Atman e ne celano il fulgore; Occorre mantenerli puri e lucenti.
L'Annamayakosha dev'essere purificato con un'alimentazione buona, pulita e pura;
il Pranomaya per mezzo d'una respirazione calma e regolare e d'un carattere imperturbabile;
il Manomaya con pensieri sacri e con emozioni intangibili dagli attaccamenti ai sensi, dalla gioia e dal dolore;
il Vijnanamaya mediante la contemplazione della Realtà e l'Ananda-maya per mezzo dell'estasi della Realizzazione di Dio".
"L'individuo è Purusha, colui che risiede in questo pura, ossia in questo castello o fortezza che è il corpo.
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Il corpo (da non confondere solo con il corpo umano, ma inteso come corpo generale dell’anima) è un prodotto formato dai cinque elementi:
Etere (Akasha) – Aria (Vayu) – Fuoco (Agni) – Acqua (Jala) – Terra (Prithivi)
Ogni elemento viene originato da quello che lo precede ed infine alla base vi è ovviamente il Brahman (Sé).
Quindi dal Brahman ebbe origine l’energia e l’intelligenza cosmica, da esse nacque lo spazio, poi l’aria che a sua volta formò il fuoco, quindi l’acqua ed infine la terra.
Ognuno di questi elementi, a sua volta, viene suddiviso in ulteriori cinque parti che sono:
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Il corpo cosi formato viene ancora suddiviso in tre parti che hanno a sua volta uno stato specifico:
1) Corpo Grossolano – Stato di Veglia
2) Corpo Sottile - Stato di Sogno
3) Corpo Causale- Stato di Sonno Profondo
Per alcuni studiosi ve n’ è anche un quarto:
4) Corpo SuperCausale – Nessun stato
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Il Corpo Grossolano (fisico denso) è costituito da tutti i 25 Elementi che già abbiamo menzionato :
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Inoltre da ogni elemento hanno origine i vari componenti che costituiscono appunto il corpo umano :
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Il motivo dello strazio dell’uomo deriva da queste qualità grossolane. Esse portano alle quattro principali tribolazioni umane:
1) Il Corpo
2) La Mente
3) La Ricchezza
4) Il Sesso
Ve ne sono anche altre, ma derivano fondamentalmente da queste. Cosi nasce l’egoismo, che pungola continuamente l’ essere umano. Vi sono principalmente quattro tipi di egoismo (il resto sono conducibili a questi 4 tipi). Essi sono:
1) Orgoglio di Casta
2) Vanità (Ricchezza etc..)
3) Sentirsi Giovane
4) Vanagloria del Sapere
Il Corpo Sottile -Sukshma Deha- (Luminoso) è formato da soli 18 principi elementari (la maggior parte dei testi ne riporta 17, in quanto in senso dell'io viwene associato al buddhi) :
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Quindi come possiamo notare dalla tabella non fanno parte del corpo sottile (quindi se ne vanno quando muore il corpo grossolano) , Il soggetto della conoscenza e la quintuplicità dei cinque sensi interiori e tutti gli elementi dei cinque organi d’azione : Mani, gambe, genitali ed organi d’escrezione.
Il Corpo Sottile essendo composto anche dal pranomayakosha è formato dai cinque Prana.
I 5 Prana
Prana significa "soffio vitale", "respiro cosmico", "energia vitale", "energia cosmica a livello sottile", "respiro".
Il termine prana sottende diversi significati: in quanto "energia vitale" appartiene allo stato sottile della manifestazione, alla struttura sottile dell'essere individuato. Si manifesta anche nel respiro, sebbene il prana non sia propriamente il respiro stesso; in questo senso, appartiene al flusso mentale-energetico, il quale trova espressione nell'attività funzionale dei vari gruppi di organi.
In quanto energia vitale, si estrinseca in cinque modalità funzionali che, a loro volta, impulsano determinati gruppi di organi fisici. Queste cinque funzioni sono dette Panchaprana: si tratta di cinque fluidi vitali che vitalizzano, attivano e sostengono il corpo.
Sono:
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prana, o flusso superiore che controlla la parte superiore del corpo (pra = in avanti, attraverso il naso e la bocca);
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apana, che provvede alla parte inferiore del corpo e alle funzioni di generazione ed escrezione (apa-ana = respirazio-ne che va verso il basso);
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vyana, che provvede alla parte centrale, quindi alla regione del cuore, nonché pervade la totalità della struttura sottile (vi, lett. "che è diffuso" per tutto il corpo);
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udana, che è il flusso ascendente con il quale lo spirito vitale abbandona il corpo al momento della morte fisica o mediante il quale si eleva nella concentrazione profonda (ut = l'espirazione, che risale la gola e penetra la testa);
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samna, che provvede alla corretta assimilazione del nutrimento e alla equa distribuzione energetica nell'organismo (sam = la circolazione centrale, localizzata nella cavità dell'ombelico).
Jivi o anima individualizzata, significa "ciò che riceve prana"; l'anima si aggrappa all'energia vitale grazie alla sua abilità e intelligenza".
Il Brahman attiva il corpo per mezzo dei cinque prana, i flussi vitali, e consente di rivelarsi nel corpo stesso non appena la coscienza interiore raggiunge la purezza necessaria".
Il Corpo Sottile non può perire prima di aver attinto allo stato di liberazione finale, cioè quando l’anima diviene la Coscienza Suprema o Paramatma. Il Corpo sottile pertanto sopravvive alla decomposizione del corpo grossolano da cui fuoriesce per tornare a reincarnarsi fino alla liberazione finale (Mukti).
Il Jiva o Anima Individuale vive nel suo corpo sottile o mentale (in occidente si usa anche il termine Astrale) soltanto quando si trova nel suo stato di sogno, allora infatti, il mondo esteriore degli oggetti (Mahabuta) è estromessa e la coscienza va nel mondo delle idee.
Il Mentale nel corpo sottile porta con sé i Samskara che sono il risultato delle azioni passate.
Questo corpo (sottile) dipende, anche se in maniera indiretta, dal cibo perché sebbene la qualità della nutrizione venga assorbita tramite il corpo grossolano, anche il mentale dipenderà dal cibo che assumiamo fino a quando sarà unito al corpo grossolano.
Il Corpo Causale, che si trova nello stato di Sonno profondo, non ha più alcun elemento apparte la Conoscenza, dovuta dall’associazione della Coscienza con il principio della Conoscenza
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Il Corpo Super Causale che alcuni studiosi riportano, altri invece si fermano ai primi tre è costituito di Pura Coscienza, non esiste più nulla se non il Sé Eterno (Brahman)
Nella teologia questa Coscienza pura è Shiva e la sua manifestazione (potenza) è Shakti. Essa è la grande Madre dell’Universo, che in quanto Forza Vitale, risiede nel corpo dell’uomo al centro più basso, alla base del midollo, cosi come Shiva si realizza nel più alto centro cerebrale, Il Sahasrara Chakra. Il Compimento dello yoga è l’unione di Lei e di Lui nel corpo del Sadhaka. Questa unione è Laya, dissoluzione del cosmo o realizzazione dell’ Uomo.
L’Atma (o Jivi) è dappertutto, ma ai fini della meditazione, si può considerare che il principio vitale si trovi a circa 25 cm sopra l’ombelico, al centro del torace.
Secondo le antiche culture e filosofie orientali nel corpo vi sono 14 Mondi (Loka), 7 Mari (Oceani) 7 Montagne, tra cui il Monte Meru (la colonna vertebrale), 7 Isole, 7 Pianeti ed i famosi 7 chakra. Essi si trovano nell’aspetto spirituale dell’essere vivente.
Questi mondi etc.. corrispondono ai livelli delle differenti metamerie (segmenti) dell’Asse cerebro-spinale. Il processo della creazione e la descrizione dei mondi non sono mere immaginazioni di un individuo, ma possono essere realmente sperimentati da chiunque si metta a meditare sul proprio corpo. Lo scopo di questa meditazione è di ripercorrere il cammino della creazione per giungere allo stato del Creatore.
I 7 Chakra sono, nella realtà più intima, sette principali PIANI DI COSCIENZA, che l’uomo deve salire tramite l’energia Kundalini (CONOSCENZA) fino ad terminare la sua ascesa all’ultimo piano dove l’anima individuale si fonde con il Sé. Questo è il vero Yoga. La meditazione ci permette di elevarci di coscienza e risvegliare così i vari chakra fino alla Liberazione o realizzazione.
I 14 Mondi si suddividono in due : Mondi Superiori e Mondi Inferiori.
MONDI SUPERIORI
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BHUR (LOKA) si trova nei piedi
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BHUVAR (LOKA) si trova nei genitali
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SVAR (LOKA) si trova nell’ombellico
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MAHAR (LOKA) si trova nel cuore
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JANA (LOKA) si trova nella gola
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TAPO (LOKA) si trova al centro della fronte
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SATYA (LOKA) si trova sulla sommità del capo
MONDI INFERIORI
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ATALA (LOKA) si trova nelle piante dei piedi
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VITALA (LOKA) si trova nelle unghie
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SUTALA (LOKA) si trova nei talloni
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TALATALA (LOKA) si trova nelle anche
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RASATALA (LOKA) si trova nei ginocchi
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MAHATALA (LOKA) si trova nelle coscie
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PATALA (LOKA) si trova nell’ano
I 7 MARI (OCEANI)
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Mare salato (Lavana) - URINA
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Mare del succo di canna -SUDORE
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Mare di Vino - I SENSI
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Mare di Ghi -SPERMA
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Mare di Siero di Latte-MUCO
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Mare di Latte-SALIVA
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Mare di acqua Pura-LACRIME
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I 5 FUOCHI (AGNI)
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Fuoco del Tempo (KALA AGNI) Si trova nei piedi
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Fuoco della fame (KSHUDHA AGNI) Si trova nell’ombellico
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Fuoco Freddo (SHITA AGNI) Si trova nello stomaco
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Fuoco dell’Ira (KOPA AGNI) Si trova nell’occhio
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Fuoco della Conoscenza (JNANA AGNI) Si trova nel cuore
I 7 CHAKRA (PRINCIPALI)
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Muladhara Chakra - Si trova tra l’ano ed i genitali
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Svadhisthana Chakra - Si trova nei genitali
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Manipura Chakra - Si trova nell’ ombelico
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Anahata Chakra - Si trova nel cuore
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Vishudda Chakra - Si trova nella gola
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Ajna Chakra - Si trova tra i sopraccigli
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Sahasrara Chakra - Si trova sulla sommità del capo
Tutto il creato è riassunto in questo composto dei cinque elementi chiamato JIVA (Anima Individuale).
L’Intero processo dell’evoluzione è dovuto dalla presenza della volontà di vivere e godere che è un effetto di Vasana (desiderio terreno) portato da una vita all’altra nei samskara (impressioni).
L’Uomo, nella sua essenza, è l’onnipotente Sé, che è pura coscienza (SHIVA) ma in quanto mentale e corpo è la manifestazione della potenza di Shiva, cioè Shakti, la Madre. Dunque l’uomo è Shiva-Shakti. Per arrivare a tale stato bisogna salire sul Monte Meru (loro dimora) e quindi scalare dal basso (primo Chakra) la montagna per arrivare in cima è trovare il Sé Shiva-Shakti (ultimo chakra). Questo yoga (Unione col Divino) viene sviluppato attraverso la meditazione e la coscienza dei vari stati di coscienza o centri sottili chiamati Chakra.
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IL KUNDALINI YOGA
Si dice che il centro “eterico” che tiene vivo il veicolo fisico corrisponda ad un centro “astrale” di quattro dimensioni. Tra essi però vi è una fodera o membrana fittamente tessuta, composta di un solo strato compresso di atomi fisici, che impedisce una prematura comunicazione tra i piani. Si sostiene inoltre che vi sia la maniera di praticare correttemente e sviluppare un apertura, allo scopo di far passare attraverso codesto canale dai piani superiori molto più di quel che non vi passi ordinariamente. Ognuno di questi centri “sottili” ha determinate funzioni : Nell’ombellico una semplice capacità di sentimento, nella milza un “viaggio cosciente” nello stato di sogno; nel cuore una “capacità di comprendere le vibrazioni di altre entità sottili e di armonizzarsi con esse”; nella gola una capacità di udire sul piano astrale, tra i sopraccigli “la visione sottile” e al vertice del capo la perfezione di tutte le facoltà della vita astrale. Nel primo centro, alla base della spina dorsale” vi è il Fuoco del Serpente o Kundalini. Essa è tradizionalmente rappresentata da un serpente addormentato, avvolto intorno alla base della spina dorsale in tre giri e mezzo. Il suo nome deriva dalla parola kundala, che significa avvolto, arrotolato, spiraliforme. Nel mondo fisico la possiamo identificare con la vitalità o l’elettricità.
Si afferma che i centri sottili (chakra) completamente destati dal “Fuoco del Serpente”, divengono apertura di comunicazione tra i corpi fisici e quelli sottili, risvegliando così un energia immensa che può distruggere e far impazzire L’uomo che non ha raggiunto per grado la liberazione, in quanto si risveglierebbero dei sensi che possano portare la mente alla distruzione! Infatti si possono avvertire tutte le influenze esterne, alcune benefiche altre no, si diviene capaci di ricordare i vari viaggi sottili della nostra anima nelle varie esistenze, oppure divenire consci delle gioie e dei dolori altrui, fino a riprodurli su se stessi, si possono sentire voci “che sussurrano suggerimenti di ogni genere” oppure udire musiche o suoni meno piacevoli, si sviluppa la chiaroveggenza etc..
Lo yoga, praticato al fine di poter sviluppare queste siddhi (poteri) sono, da qualsiasi vero Maestro, totalmente sconsigliati in quanto l’uomo deve arrivare a Dio soltanto tramite un accurata disciplina lenta e regolare che gli permetta di arrivare con coscienza alla Liberazione Finale.
I 7 CHAKRA
I Chakra (dal sanscrito: "ruota", "cerchio", "movimento","vortice") sono, secondo la antica dottrina indovedica dei Tantra, centri sottili d'azione presenti nel corpo umano anche se non ne siamo consapevoli, ed estremamente importanti perché accumulano, elaborano e trasmettono l'energia vitale universale.
Per meglio comprendere i chakra dobbiamo comprendere il Cosmo e l'Uomo Cosmico.
Secondo l'antica scienza dello Yoga il nostro microcosmo è un riflesso perfetto del macrocosmo: "Come in alto, così in basso". I chakra sono una parte centrale di questa struttura.
La scienza moderna sta sempre più confermando quello che i saggi vedici hanno proclamato già migliaia di anni fa. Ad esempio gli scienziati hanno dimostrato che l'Universo materiale è in realtà costituito di energia.
Questi centri di energia sottili dentro di noi, sono una realtà che possiamo percepire e sperimentare, anche se tuttavia, attualmente non possono essere dimostrati e analizzati scientificamente con gli strumenti di laboratorio convenzionali.
I chakra fanno parte del nostro sistema nervoso sottile (astrale) che nelle Scritture vediche è chiamato "albero Ashvattha" o albero della vita che ha le sue radici in alto perché la sua linfa (Prana) discende dal Cosmo e viene immagazzinata nel Sahasrara chakra (il chakra più alto) e da qui scende nella spina dorsale che è il "tronco" dell'albero con i relativi chakra e dai quali la linfa del prana viene distribuita in tutto il corpo tramite i "rami" (nervi periferici) dando vitalità all'organismo e rendendo possibile l'attività sensoriale.
I Chakra possono essere definiti centri sottili d’azione nel corpo, delle potenze (shakti) dei vari principi che costituiscono le guaine corporee. Come tali, essendo centri sottili, li troviamo nel corpo Sottile ma anche il corpo causale ha i suoi chakra fatti di pensieri, mentre il corpo fisico ha i corrispondenti plessi. Questi corpi comunicano tra loro attraverso i chakra grazie ad un intreccio di prana e coscienza.
I Chakra principali sono sette di cui i primi cinque, dal Muladhara al Vishudda, sono i centri del Bhuta (le 5 forme della materia sensibile) invece il penutimo (Ajna) è un centro del tattva (stato o elemento) che costituisce le guaine mentali, infine l’ultimo chakra il Sahasrara (o fiore dai mille petali) alla sommità del cervello è la sede di Parama-Shiva-Shakti che è lo stato di Pura Coscienza (Corpo Causale).
La teoria tantrica riguardante i Chakra e il Sahasrara concerne dal punto di vista fisiologico il sistema spinale centrale che comprende il cervello o encefalo, contenuto nel cranio ed il midollo spinale contenuto nella colonna vertebrale (Meru-Danda). È da notare che (cosi come esistano i cinque chakra ) la colonna vertebrale si divide in cinque regioni che sono, a cominciare dal basso: la regione del coccige, la sacrale, la lombare, la dorsale, la cervicale. Ognuno di esse viene controllato da un chakra preciso. Il sistema centrale è collegato con quello periferico mediante 31 nervi spinali e 12 nervi cranici che vengono chiamati NADI.
Queste Nadi non devono essere identificati con i nervi fisici ma come linee sottili lungo le quali si trasmettono le forze vitali e in alcuni punti formano una specie di vortice che prende appunto il nome di chakra.
How is man made?
The first line of the Gayatri Mantra reads Om Bhuh Bhuvah Svah. This mantra is considered to refer to the three worlds: The Earth, the Atmosphere or Intermediate World and Paradise, that is, the Svarga, the home of the Gods.
Bhuh refers to the body, consisting of the five elements (the pancha bhuta, the constituent elements of Nature (Prakriti) since the same elements that make up nature also form the body. Bhuvah is the vital energy that gives life to the body, the prana even in the presence of vital energy, if the state of awareness (jnana) is missing, the body is of no use, and it is in this regard that the Vedas have declared that the Absolute, God, is a state of awareness constant and not fragmentary. And it is this state of awareness that gives the vital energy the function of giving life to the body. The body itself is matter without force. The vital energy acts in it as a vibration, which it draws strength from God. So body, vital energy and Awareness are three elements present in man. The whole cosmos in miniature is present in a man. It is by virtue of these three constituent elements that we are able to see the cos mo, to experience many other things. Within us there is all power and the exterior is a reflection of the inner being.
It follows that true humanity (manavatvam) is divinity itself (daivatvam), which is why the Vedas affirm that the Divine manifests itself in the human form: Every human being is substantially divine; but because of his attachment to the body, he considers himself a simple man. How did this human body get animated by life energy? Where did this life energy come from? From the energy of the Self (Atma Shakti). Vital energy performs all activities using the power of the Self.
The Body of the Soul
The human body is an instrument of the Atma (individual Soul) essential to return to Source and unite with the Divine Eternal Brahman (Self).
The Atman is embedded in the Panchakosha (Kosha: sheath, wrapper, container, sheath) (Pancha: Cinque).
These five envelopes constitute the individual soul. They are:
ANNAMAYA KOSHA - Gross, dense body
2) PRANAMAYA KOSHA - Thin Body (5 vital breaths, 5 senses)
3) MANOMAYA KOSHA - Subtle Body (Perception Organs, Mind)
4) VIJNANAMAYA KOSHA - Causal Body
5) ANANDAMAYA KOSHA - Causal Body or Super Causal Body)
The Five Wraps
Panchakosha are the "five wraps" (from pancha = five + kosha = "shell", sheath, shell, energetic shell). According to Vedanta there are five sheaths or koshas that overlap the Self:
Anandamayakosha: the sheath (kosha) made of bliss (ananda); the sheath of bliss, a prelude to Yoga, to the union of the aspirant with God, the Paramatman. It is the innermost covering of the Self, that is, the one where consciousness lies in its indistinct state of unity. It is the seat of the soul (jiva) in the state of deep sleep.
Vijnanamayakosha: "envelope made of intellect", "kosha made of intuitive knowledge", vehicle of huddhi. Vijnana means "pure intellect", synonymous with buddhi, as "synthetic-integral knowledge" in relation to manas, from which a distinct and analytical knowledge comes; also knowledge as awareness. It is the so-called higher mind.
Manomayakosha: "wrapping made of thought"; the mind, the shell made up of the empirical mind. Mental sheath. It is the selective-instinctual mind that operates through attraction-repulsion.
Pranamayakosha: "sheath of life energy". Casing consisting of prana. It consists of the set of so-called pranic subtle energies, which keep the gross body alive.
Annamayakosha: "envelope made of food", of food, the physical body. It corresponds to the gross body and is made up of processed and processed, assimilated food.
The koshas circumscribe and enclose the jivatman (soul of the individual) but, at the same time, they are contained and understood in the Atman, so that they constitute overlapping modifications (upadhi) and as such they veil the essential nature of pure awareness.
The gross body or dense material body, also called Sthula Sharira, is formed by the annamayakosha, ascribed to the waking state.
The Subtle Body or Sukshma Sharira (Deha) or Linga Sharira is composed of pranamayakosha, manomayakosha and vijnanamayakosha.
The Causal Body or Karana Sharira corresponds to anandamayakosha.
The first, Annamayakosha, refers to the material human body, which builds itself of food matter, grows of it and decays when it is missing. The next layer provides energy and protects the physical body; it is called Pranomayakosha, the inner energetic layer. These parts of the body form the Maya deha.
The Pranomaya-kosha generates the heat that is formed in the body, causes it to spread and consequently the blood flow in the vasc system